Architetto Stefano Seneca
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La Cassinona

privato 5 Giugno 2023
PREMESSA

Il progetto riguarda un edificio rurale, rustico, posto nella porzione sommitale del parco del Grand Hotel di Tremezzo accatastato al foglio 7 particella 3639 come deposito.

L’edificio non ha una storia documentata, risale verosimilmente agli inizi del XX secolo ed è la tipica struttura adibita al piano terra a stalla al piano primo a fienile.

 

Finalità

Le finalità previste dall’intervento sono le seguenti:

  • Il recupero dell’edificio denominato Cassinona
  • Un intervento basato sul principio del minimo intervento per gli apparati murari
  • Il mantenimento dell’edificio vincolato valorizzandone la tipologia, memoria di una cultura del passato radicata nel luogo dall’alto valore naturalistico.
  • Il mantenimento delle funzioni attuali a deposito.

 

La storia

Gli elementi costruttivi sono tecnologicamente poveri e matericamente semplici, per questo rappresentativi di un “modus costruendi” esempio di architettura rurale da mantenere quale testimonianza.

 

Stato Attuale

Le componenti costruttive sono, per la struttura muraria, il sasso, tipico dei valletti della tremezzina misto a sasso di Moltrasio e talvolta laterizio.

L’impalcato del primo piano è composto dalla grossa orditura in tronchi di legname non lavorato, totalmente compromessi, su questa sono presenti i resti di un assito con duplice funzione di piano strutturale e di calpestio.

La struttura di copertura in legno, è compromessa in tutte le sue parti, colmo, terzere, travetti e assiti, unico elemento che pare recuperabile, è il monaco.

Il manto di copertura in coppi è per buona parte mancante, scivolato dalle gronde o nei fori delle porzioni dove i travetti e gli assiti della copertura sono crollati.

Le lattonerie, costituite dai canali di gronda, sono andate perse, sulla facciata ovest è ancora visibile una porzione di canale disgregato, appesa a penzoloni.

L’edificio è oggi privo di finestre benché siano visibili i fori che le alloggiavano e questo ha provocato molti danni per i dilavamenti che si sommano ai buchi nel tetto, gli unici serramenti esistenti sono il portoncino ligneo sull’ingresso del primo piano, a nord, e la porticina al piano terra sul fronte sud.

Le facciate sono caratterizzate dai grandi vuoti sottogronda sui prospetti ovest ed est, intervallati dai traversi lignei irregolari, per fortuna, non esposti agli agenti e apparentemente ancora sani.

Il corpo di fabbrica è per buona parte, anche sulla falda del fronte ovest, ricoperto da edera rampicante.

 

Gli obbiettivi

Il progetto è sostanzialmente conservativo nella logica del minimo intervento, l’obbiettivo è mantenere il più possibile la struttura originaria.

Alcuni interventi sono inderogabili e sono concepiti con approccio minimale il più rispettoso possibile della preesistenza.

Da un punto di vista funzionale e spaziale non vi saranno variazioni se non per quanto riguarda l’eliminazione del tavolato al piano terra, probabile superfetazione.

 

Il Progetto

La scelta è riqualificare il luogo, valorizzarne il “genius loci” con un progetto minimalista volto a visitare gli ambienti limitandone al minimo le aggiunte, anche impiantistiche.

A tal proposito si prevede di usare il piccolo manufatto a nord della Cassinona e parzialmente coperto dal declivio, per collocarvi un servizio igienico con gli annessi impianti idrosanitari, evitando così di intaccare l’apparato murario materico della Cassinona dove sarà eseguita, solo dove strettamente necessario,  la stilatura in malta di calce.

La volontà è mantenere il più possibile a vista il sasso, così come appare oggi, le funzioni saranno semplicemente il riutilizzo a deposito di attrezzi o apparecchiature a supporto di attività del parco.  La minima illuminazione, come sopra, non verrà realizzata sottotraccia, saranno realizzati impianti elettrici a vista infilando i cavi in sottili tubazioni di rame da 1 cm.

 

Interventi strutturali

Si prevede la realizzazione della struttura di copertura con tipologia come l’esistente con legname taglio piemonte già invecchiato, aventi eguali dimensioni e passo dell’esistente, qualora in fase di cantiere si dovesse riscontrare la possibilità di recuperare la grossa orditura, si riutilizzeranno le travi.

Fatte le necessarie verifiche statiche è risultato necessario una rinforzo strutturale e per non mutare l’aspetto estetico compositivo esistente si è optato per l’aggiunta di due monaci e due tiranti  “catene” metallici, costituiti da tubolari cm Ø 3 in acciaio corten onde mantenere una cromaticità e matericità coerente all’esistente.

Come sopra, la struttura del solaio di separazione tra il piano primo e il piano terra è costituita da travi taglio piemonte opportunamente dimensionate per mantenere le medesime sedi nella muratura, la pavimentazione, sempre con assiti invecchiati, sarà costituita da un doppio strato per fornire una maggiore portanza strutturale all’impalcato. Al piano terra sarà asportato tutto il materiale di detrito per realizzare un vespaio di areazione onde eliminare l’umidità, la finitura del pavimento al piano terra è prevista in battuto di cemento.

Non dovendo assolvere a esigenze di prestazioni termiche, l’edifico resterà chiuso nel periodo invernale, è possibile utilizzare accorgimenti  altrimenti improponibili.

Le forature presenti sulle facciate saranno chiuse da serramenti in acciaio corten della tipologia tipo ferro vetro, con sezioni di dimensioni modeste. La porta d’ingresso al piano terreno verrà realizzata in legno massiccio invecchiato trattata a smalto steso a pennello, replicando il disegno e la forma di quello esistente che sarà restaurato. 

 

INTEGRAZIONE PUNTUALE COME RICHIESTO DA COMUNICAZIONE AL PERMESSO DI COSTRUIRE

1. Per quanto riguarda la richiesta di allacciamento, fatte le necessarie verifiche conla dottoressa P. Bassoli  degli uffici della provincia di Como, considerato che il comparto del Grand hotel è già allacciato e dotato di una sua rete interna, si prevede l’utilizzo di una fossa imof, posata fuori dal perimetro di captazione collegando la stessa alla rete fognaria interna al parco, il tutto come da schema allegato nella tavola planimetrica 01.

2. Punto 4)  art. 77 del D.P.R. 380/2001
L’edificio si trova a circa 300 metri sul livello del mare, accessibile solo attraverso un piccolo sentiero piuttosto tortuoso avente pendenze fino al 30%.
Tali condizioni rendono impossibile l’accesso ai portatori di disabilità, la stessa struttura, come desumibile dai rilievi fotografici e grafici, è caratterizzata da accessi raggiungibili attraverso dislivelli importanti ed essendo vincolata non è possibile prevedere strutture meccaniche a servizio di portatori di disabilità.
Per queste premesse sussistono le condizioni di deroga alle verifiche  e agli schemi dimostrativi ai sensi dell’art. 77 del D.P.R. 380/2001.
Punto 5) D.M. 22 gennaio 2008 n 37
In merito al refuso della dichiarazione, si precisa che l’intervento, come indicato, prevede il minimo intervento, verrà realizzato un impianto elettrico a vista funzionale a una illuminazione minima per il quale non è necessario il progetto dell’impianto elettrico.
Punto 11)  art. 20 del D.P.R. 380/2001
L’edificio oggetto dell’intervento è accatastato deposito e verrà mantenuto come tale funzionale alle eventuali attività nel parco, gli ambienti resteranno C/2 senza variazioni catastali.

3. Come per il punto precedente l’intervento non prevede impianti di riscaldamento o climatizzazione, pertanto non deve essere prodotta la documentazione relativa e la relazione ex L.10/1991.

4. Il progetto prevede la sostituzione della struttura di copertura e dell’impalcato del primo solaio, compresa la grossa orditura, a tal proposito è allegata dichiarazione da parte del progettista delle strutture Architetto Donata De Santis.

5. Come previsto dall’intervento per quanto riguarda la Cassinona non sono previsti cambi di destinazione d’uso, invece per il locale attiguo, è prevista la trasformazione in servizio igienico e a tal proposito si allega computo metrico estimativo.

6. Come richiesto si allegano  tavole aggiornate, planimetria Tav. 01 e piante Tav.10

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